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Giovedì, 22 Aprile 2021
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Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

FEDERICA RICCADONNA

Trentino e Nepal accomunati nella loro diversità

Nepal

 

Federica Riccadonna è nata a Rovereto il 30 novembre 1986. E Rovereto è stata la "sua casa" fino all'Università ma anche "tappa" tra i vari viaggi che l'hanno portata, fin da piccola con i suoi genitori, a visitare tanti paesi straordinari in giro per il mondo. La sua passione per i viaggi si è approfondita negli anni .. e nel 2012 si è trasferita in Nepal, che ora chiama "seconda casa". Leggiamo quello che ci racconta.....

 
Federica e Rabindra

 

 

La mia passione per i viaggi insieme al mio interesse per il “mondo” mi hanno portato nel 2012 in Nepal. Dopo varie esperienze in giro per il mondo prima e dopo la laurea in Istituzioni e Politiche per la pace e i diritti umani nel 2011, ho lavorato per il Galtung Institut, centro di studi e ricerca sulla trasformazione pacifica dei conflitti creato dal Prof. Galtung, considerato il fondatore degli studi per la pace.

Sono atterrata in Nepal nel 2012 per una ricerca sul conflitto civile (1996-2006) che ha lacerato il paese e per un anno e mezzo ho lavorato per due organizzazioni non governative come Technical Assistant per ricerca e studi sul conflitto. Questa esperienza mi ha permesso di raccogliere un bagaglio di conoscenze straordinario perché “sul campo” e perché ho potuto raccogliere notizie e guidare la ricerca come ritenevo opportuno, lontano dagli occhi degli osservatori “occidentali”, completamente inserita nell’ambiente nepalese. Tra le cose più importanti che ho imparato di quel periodo, nonostante le difficoltà, è stata la lingua e la ricchezza culturale nepalese. Quell’anno e mezzo così intenso senza mai tornare in Trentino è stato il più difficile ma non ho mai avuto un ripensamento, sentivo che c’era qualcosa lì per me…

Nel 2013 ho iniziato a lavorare per una compagnia italiana che si occupava di grandi progetti infrastrutturali come Public Relation Manager con l’obiettivo di mediare con la comunità locale toccata dal progetto. Siamo riusciti a costruire un modello di Social Corporate Responsibility che è stato preso d’esempio per altri progetti aziendali in giro per il mondo. Si trattava di coinvolgere personale locale per almeno il 40% con corsi di formazioni e con progetti locali per appaltare servizi come la mensa e gestione rifiuti riciclabili alla popolazione locale. Il calo di incidenti violenti tra azienda e compagnia locale è stato notevole. 

Molto del lavoro di mediazione l’ho fatto con Rabindra, che nonostante gli scontri iniziali in quanto portavoce della comunità locale è poi diventato mio marito nel 2016!!! Con Rabindra condividiamo un progetto di vita… che ancora non sapevamo…

 

 
Sat

 

Rabindra ha preso parte alla Guerra civile come ribelle maoista per combattere le ingiustizie presenti nel sistema delle caste, discriminatorio verso i poveri, particolarmente grave con la monarchia. Ha avuto un percorso di vita sempre di lotta contro le ingiustizie e per supportare la sua comunità. Questo desiderio si è aggiunto al mio di contribuire a risolvere per quanto possibile le ingiustizie strutturali che sono quelle che poi portano i conflitti a diventare violenti.

Nel 2016 abbiamo fondato un’agenzia di turismo sostenibile perchè avevamo individuato nel turismo un mezzo utile per due obiettivi: 

  1. Supportare economicamente la comunità locale contribuendo all’incremento di reddito e la conseguente diminuzione di disuguaglianze sociali che portano a conflitti 
  2. Contribuire alla conoscenza e lo scambio tra popoli e il conseguente aumento di relazione d’amicizia e pacifiche.

Si chiama GARIMA VOYAGE, dove Garima vuol dire dignità… proprio per supportare il concetto di dignità della diversità e di ogni comunità!

Abbiamo voluto promuovere le nostre iniziative, grazie anche all’amicizia di grandi personaggi come Fausto de Stefani e Sergio Martini, con una serie di programmi: Suoni dell’Himalaya per supportare con la musica il messaggio di pace delle montagne fatto con un gruppo di giovani studentesse della scuola di Fausto di Rarahil nella zona del Khumbu alle pendici dell’Everest. Poi i Peace Tour del 2018 e 2019 e 2020 con un gruppo di autorità nepalesi in visita in Trentino per scambi con le autorità locali di Rovereto, Comunità della Vallagarina e Trentino, tra cui la firma di un'intesa di gemellaggio con Rovereto e Melamchi (comune di mio marito). Entrambi I tour hanno portato al saldarsi di amicizie che hanno portato grandi risultati per il Nepal e noi speriamo anche per il Trentino in termini di esperienza. 

 
La Campana dei Caduti

 

 

 

 

Il 24 giugno 2018 siamo riusciti con un duro lavoro diplomatico a veder issata la bandiera Nepalese alla Campana dei Caduti.. l’emozione di quel giorno è ancora vivida.

Sempre nel 2018 il direttivo SAT e’ venuto in Nepal per un progetto di mappatura di sentieri escursionistici e la formazione di un gruppo di volontari di manutenzione sentieri. L’esperienza è stata straordinaria ed è sfociata in un documentario nonché nell’entusiasmo di entrambi I gruppi di crescere ancora in questo progetto. L'anno seguente sempre con l’aiuto di SAT abbiamo aperto altri sentieri nel comune limitrofo al Melamchi, Panchpokari fino a quota 4300. In zone poco battute e ricche di cultura, dove si respire l'autenticità del Nepal.

Questo ultimo progetto ci ha portato a fare un film che volevamo portare al Filmfestival di Trento ma che, causa Covid e impossibilità di aggiungere dei tasselli importanti, abbiamo deciso di rimandare. Per noi il Covid ha significato uno stop forzato a tanti progetti tra cui, con l’aiuto di un tirocinante dell’Università di Trento, stavamo realizzando: Festival dei Sentieri, Formazione Guide trekking locali e Formazione Homestay… 

Ma a parte ciò questo stop forzato ci ha regalato una gioia senza fine: il nostro piccolo Kevin nato il 12 giugno.. a Rovereto.. ulteriore esempio di queste due identità’ Nepal e Italia che si uniscono. 

 

La mia esperienza di “trentina emigrata” mi porta a dire che la ricchezza della nostra Provincia mi ha permesso di valorizzare le bellezze del Nepal creando ciò che ritengo più importante: lo scambio di know how e non un semplice trasferimento di risorse finanziarie. Mi sento molto fortunata di essere nata in Trentino e sono grata al Nepal per quello che mi ha regalato in questi anni.. mi auguro di poter continuare ad apprezzare e vivere questa diversità.

 

 

Settembre 2020

 
 
 
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