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Giovedì, 22 Aprile 2021
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Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

DARIO CHILOVI

ci manda la sua testimonzianza dall'Ecuador

Dario Chilovi

 

Ecco le parole di Dario che condividiamo con gli amici di MondoTrentino

 
Equador

Salve, mi chiamo Dario Chilovi, ho 43 anni e vivo in Ecuador dal 2006. Precisamente vivo in un paese chiamato Tababela, a circa mezz'ora dalla capitale Quito. Mi dedico alla produzione agricola. Sono tecnico agrario diplomato all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige e gestisco anche una piccola pizzeria. 

Vivo in Ecuador perché mia madre è ecuadoriana. Nel 1969 mio padre originario di Taio in Val di Non, venne in Ecuador come volontario missionario dei padri Comboniani. Mia madre era segretaria dei missionari a Quito. Si incontrarono e nacque il loro amore. Dopo 3 anni decisero di sposarsi e di viaggiare saltuariamente a Trento dove poi vissero fino al 2006.

Nel 2006 mio padre, prossimo alla pensione, volle comprare un terreno di alcuni fratelli di mia madre e mi invitó a conoscere la zona. Quando arrivai a Quito nel 2006 mi innamorai da subito e decisi di restare. In questa zona si coltivano fragole, abogados, limoni, pesche e c’è molta zootecnia. Io coltivo lamponi, more, susine e pesche, allevo alcune mucche, oltre a galline libere nel campo e conigli. Dal 2017 ho una pizzeria. Nel 2016 infatti fu costruito il nuovo aeroporto internazionale che dista una decina di minuti da qui e il paesello dove vivo venne invaso da un flusso turistico, permettendo così il successo di una attivitá di ristorazione.

Arrivato in Ecuador nel 2006 non conoscevo pressoché nulla di spagnolo. Il mio vantaggio fu che mia madre è madrelingua e quindi ho sviluppato fin dalla mia infanzia una inclinazione allo spagnolo, una predisposizione alla lingua spagnola che ha dato buoni frutti in quanto dopo un periodo di circa 6 mesi giá maneggiavo discretamente lo spagnolo. Essendo il castellano un idioma latino devo dire che le difficoltá sono state ben poche. 

L’Ecuador è un Paese in via di sviluppo quindi i contrasti sociali sono ancora piuttosto forti. La popolazione ecuadoriana è composta da innumerevoli etnie e la stessa morfologia del territorio è ben diversificata tra la catena montuosa delle Ande, la costa marittima e la foresta amazzonica. Guayaquil è il porto marittimo piú importante e Quito è la capitale a 2800 m. di altitudine. La popolazione afroamericana è molto presente, specie nelle zone della costa. Le etnie originarie sono sparse in tutto il territorio e rappresentano buona parte della popolazione ecuadoriana.

Quito fu fondata dai frati francescani da cui deriva il nome stesso completo: San Francisco de Quito. I padri comboniani sono presenti su tutto il territorio prestando attivitá di aiuto sociale e divulgazione del Verbo di Cristo, diffondendo i principi cristiani e i valori umani in tutte le realtá, marginali e non, dell’Ecuador che richiedano appoggio, dando il sostegno tipico della caritá religiosa.

In Ecuador si vive piuttosto bene se consideriamo l’aspetto del clima immerso in una eterna tarda primavera con 12 ore luce e 12 ore notte tutto l’anno. In generale si vive piuttosto bene vicino ai grandi centri urbani dell’Ecuador e il turismo, tra innumerevoli vulcani, il mare, le isole Galapagos e la selva amazzonica, rappresenta la forte attrattiva di questo Paese dove comunque banane, cacao, cocco e quant’altro, con l'estrazione petrolifera e mineraria, sono le principali fonti di sostentamento. Nelle zone piú marginali la vita è ancora piuttosto selvaggia ed esistono aree ristrette e delimitate dove vivono etnie che non hanno ancora contatti con l’uomo moderno. La vita qui è entusiasmante perché é un paese dinamico e produttivo che lotta per stare al passo coi tempi moderni e vuole contraddistinguersi per il calore umano della sua gente con le sue tradizioni di usi e costumi.

 

La pandemia del 2020 è stata come per tutti un blocco delle attivitá e restrizioni forti con lo scopo di contenere il contagio e limitare quindi i morti per un eccesso di ammalati nelle strutture sanitarie. La situazione oggigiorno è ancora di estrema precauzione peró i cittadini rispondono piuttosto bene e certe attivitá hanno ripreso a funzionare con norme igienico sanitarie relative al COVID 19. Tragica e traumatica è stata la quarantena per molti, ma non ci sono stati particolari casi drammatici, in generale. La quarantena ha avuto comunque un forte impatto sociale e sulla sfera del lavoro.

 
Pizzeria di Dario

Essendo trentino e avendo vissuto 29 anni a Trento é ovvio che io senta una forte presenza dei valori e la cultura a cui sono appartenuto. La viticoltura trentina assieme alla realtá del territorio e le sue risorse produttive montane che trovano riscontro nella tavola dei trentini e non solo, sono per me delle risorse. Ho trovato ispirazione grazie anche al corso di sommeliers nel presentare prima i vini italiani per poi insistere nelle vocazioni dei suoli trentini e le peculiaritá dei vini autoctoni della provincia di Trento. Ho potuto fare diversi incontri con le Universitá di gastronomia e di turismo, inoltre con le associazioni di amanti del vino come La Confraternita del Vino. In queste occasioni ho illustrato il mio territorio di provenienza e ho potuto presentare il Trentino e i suoi prodotti. Il mercato del vino e le sue potenzialitá in Ecuador sono molto buone in termini di importazione e riscontro da parte degli affezionati alla enologia. Rappresentare il Trentino è per me un onore e mi piacerebbe sviluppare questa attività nella miglior forma attraverso serate a tema storico, paesaggistico, architettonico, tecnico e produttivo, valorizzazando il territorio, usi e costumi, aspetti storico culturali che hanno permesso a Trento ed al Trentino di ospitare il Concilio Ecumenico ed essere per molti anni una piccola capitale europea. Bello sarebbe stabilire dei legami con gli enti istituzionali italiani come la Camera di Commercio Italiana in Ecuador per favorire l'importazione dei prodotti tipici del Trentino Alto Adige come speck, zelten, grana, spumanti, e quant’altro. Mi piacerebbe illustrare in Ecuador i principi universali dei valori della gente trentina come un substrato fertile della fusione di culture ed arricchire quindi il patrimonio umano come fu da sempre il territorio italiano, che vide molteplici invasioni e fusioni che hanno fatto dell’Italia uno delle nazioni piú belle del mondo. Nella mescolanza di patrimoni culturali, la ricchezza dell’accoglienza e la solidarietá allo scopo di creare una fusione di popoli vocati ai principi di valori etici inclusivi integranti di una societá multietnica.

In quasi 15 anni ho viaggiato in Italia solo 2 volte. Una volta nel 2009 per una settimana in occasione del Vinitaly con degli studenti della Universitá Cattolica dell'Ecuador in Quito. (La confraternita del vino organizza ogni anno dei viaggi in zone vitivinicole e sarebbero ben lieti di inserire nella loro agenda di attivitá un programma di viaggio in Trentino di 10 o 15 giorni proposta da me). La seconda volta fu nel 2010 “per nostalgia”, solo per 3 settimane. 

La mia attivitá in Ecuador e il suo consolidamento hanno lasciato poco spazio per le vacanze e il tempo libero. La tenacia della gente trentina, la costanza e la lotta contro le avversitá sempre ha prevalso nella mia vita. La montagna è sempre una maestra di vita e regala un patrimonio unico a tutti coloro che vogliono conoscerla.  Attualmente grazie ai mezzi informatici il contatto con la realtá trentina è piú facile, aggiornamenti e avvenimenti del territorio della provincia sono maggiormente accessibili e cosí anche le relazioni umane con gli amici in generale. La depressione per un migrante è un po’ la bestia nera perché la nostalgia sempre convive con il quotidiano e bisogna metabolizzare compensandola con le conoscenze di ecuadoriani ma anche di italiani residenti qui. Il gioco della briscola, la mora, il gioco del pirlo, i libri di leggende trentine e molto altro sono alcune delle cose belle da condividere per affrontare la nostalgia. Gli italiani in Ecuador si sono sempre distinti per la loro audacia nel gestire attivitá di grande successo, dalla ristorazione all’estrazione di petrolio. Sempre l’impronta italiana é stata sinonimo di qualitá ed eccellenza sotto ogni punto di vista: dalle calzature ed abbigliamento, all’idraulica o meccanica fino alle automobili, dalle ceramiche come piastrelle, alle nozioni di musica e arte dell’Italia….L’inno nazionale ecuadoriano nella parte corale e base musicale fu redatto da 2 italiani. In generale l’italiano qui é ben accetto perché molti ecuadoriani hanno parenti emigrati in Italia ed anche per la ragione che siamo di cultura latina e direi molto simili caratterialmente in generale. Mi trovo bene e sono ben integrato, le persone mi manifestano appoggio e interesse, coinvolgendomi nelle attivitá, ricreative e non, di questo paesello dove risiedo.

Negli anni ho conosciuto svariati trentini, la maggior parte di loro erano solo di passaggio per collaborazioni con “Enti non Governativi” per svolgere progetti umanitari. Attualmente conosco vari discendenti di trentini con cognomi come Dallago o Bisesti di Aldeno. Come amico stretto ho Carlo Bertolini che lasció il trentino a 20 anni e da allora vive qui con svariate attivitá in tutto il territorio. Ora Carlo ha circa sessant’anni e ci sentiamo di rado però è sempre una festa per me vederlo e parlare dialetto.

Infine voglio inviare un caro affettuoso saluto e abbraccio transoceanico e mondiale a tutti i trentini, i discendenti di trentini emigrati e i trentini nel mondo in generale. Spero di cuore che l’anima del Trentino guidi sempre le nostre vite dando ricchezza ad ogni situazione della vita. La saggezza dei nostri avi sia per noi verbo e azione del presente e del futuro, nella ricchezza della preservazione ma anche della innovazione con la caparbietá e tenacia delle genti, montane e non, che contraddistinguono il patrimonio umano trentino. A tutti tanta salute e prosperitá con uno sguardo sempre volto alla solidarietá dei popoli per un Trentino saldo nei suoi valori e cosmopolita nei suoi principi. Tanti cari saluti e come sempre, sempre avanti e mai tremare.  Alpini e partigiani, sempre valorosi disposti a lottare per quel fiore tanto ambito chiamato libertá, per quel mazzolin di fiori che la nostra bella possa ricevere e per quella Stella Alpina simbolo della natura tenace da cui l’uomo ha preso ispirazione per vivere il patrimonio mondiale dell’umanitá, la Natura!....siate lieti d’animo e semplici come ci hanno insegnato e che anche San Romedio sia per noi esempio del sacro dei nostri cuori. Tanti cari saluti e benedizioni. Forza Trento!

 

 

Settembre 2020

 
 
 
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