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Giovedì, 22 Aprile 2021
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Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

DIANA GARDUMI dalla Spagna

la sua passione per le lingue, i viaggi e la sua vita a Malaga

Diana Gardumi


Mi chiamo Diana Gardumi, ho 31 anni, sono di Trento e da 5 anni vivo in Spagna, al momento a Malaga.
Ho sempre avuto una passione per le lingue e per i viaggi. Infatti ho studiato Lingue, prima all’Università di Trento e poi all’Università di Bologna. Durante i miei studi sono sempre riuscita a trovare occasioni per fare esperienze di lavoro e tirocinio in Italia a all’estero. Nel 2014 mi sono laureata e pensavo che trovare lavoro sarebbe stato facile: questione di trovare annunci interessanti in internet, inviare il CV e passare il colloquio di lavoro. Pensavo fosse facile anche perché ero aperta a tutto il mondo parlando 3 lingue. Purtroppo la realtà si è dimostrata molto più dura di quanto pensassi, in 5 mesi ho cambiato 6 lavori e tutti i contratti erano di poche settimane. Alla fine del 2014, grazie ad un progetto Europeo organizzato dalla Provincia (Progetto Leonardo M.O.D.E.M), ho svolto un tirocinio in un’agenzia viaggi di Granada, in Spagna. Durante il periodo di mobilità, seppur breve, mi sono innamorata dell’Andalusia e ho conosciuto un ragazzo spagnolo, che ora è mio marito … Nel 2015 sono tornata a Trento assieme a lui e nel 2016 abbiamo deciso di trasferirci in Spagna, più precisamente a Siviglia, città bellissima che consiglio a tutti di visitare. Per motivi di lavoro ci siamo poi spostati nella zona di Gibilterra (protettorato inglese nel sud della Spagna di fronte al Marocco) e dal 2018 a Malaga. 

 

A Malaga ho iniziato a lavorare per un’azienda italiana con varie sedi in Europa che gestisce progetti europei Erasmus+. Ogni anno gestiamo più di 50 progetti di mobilità per studenti e professori di Scuole superiori di tutta Europa. Il nostro compito è quello di fornire ai partecipanti alloggio, vitto, trasporti, visite culturali, incontri di formazione e un’azienda dove possano svolgere un tirocinio in linea con il loro settore educativo. Due anni fa ho partecipato all’incontro “Trentini in Europa: Spagna e Portogallo” a Barcellona organizzato dall'Associazione Trentini nel Mondo in collaborazione con l'Ufficio Emigrazione della Provincia autonoma di Trento. Durante l’incontro sono stati trattati argomenti molto utili per i trentini che vivono all’estero e ho conosciuto persone davvero interessanti. Da quel momento sono rimasta in contatto con l’associazione e spero di poter aiutare altri trentini che hanno voglia di partire per l’estero. Devo ammettere che mi sono sempre sentita integrata nella società spagnola. Uno dei pregi del carattere spagnolo è proprio l’inclusione e la giovialità. E’ molto facile per uno straniero conoscere persone e farsi nuovi amici, anche perchè in tutte le città in cui ho vissuto ho trovato una forte comunità di stranieri. Negli ambienti lavorativi e sportivi che ho frequentato in questi 5 anni ho sempre trovato degli italiani, che tra una pizza casereccia ed uno spritz ti fanno passare quel filo di nostalgia che a volte ti assale.

 
Spagna

 

Il lockdown lo ho passato qui a Malaga con mio marito, ed è andato tutto bene. Conoscendo la situazione in Italia potevo prevedere le evoluzioni con qualche giorno di anticipo. Avevo in programma un viaggio in Italia per fine marzo per partecipare ad un meeting di lavoro e volevo approfittare per rimanere fino a Pasqua e vedere la mia famiglia. Purtroppo non è stato possibile, ma ci siamo sentiti quasi ogni giorno via videochiamata. Sto approfittando di questi mesi per formarmi professionalmente e personalmente, per dedicarmi a quelle attività che quando lavoriamo diciamo che “non abbiamo tempo per fare” e cercare di avere dei progetti per il futuro, per non perdere la speranza.

In queste ultime settimane la situazione in Spagna è tornata a preoccupare: in molte zone del Paese si è tornati in lockdown e la città di Malaga registra tra i 200 e i 500 nuovi casi al giorno, con una popolazione di 571.000 abitanti, poco più della Provincia di Trento.

Ovviamente il settore della mobilità studentesca è stato colpito fortemente dalla pandemia. Già da fine febbraio infatti, i gruppi di studenti che dovevano venire a Malaga hanno iniziato a cancellare le mobilità previste per paura di una malattia della quale si sapeva ancora poco. In marzo tutti i gruppi che erano a Malaga in quel momento sono stati rimpatriati dai loro rispettivi Paesi d’origine e abbiamo passato settimane a cancellare tutte le prenotazioni che avevamo fatto per i mesi successivi (alloggi, visite culturali, corsi di lingua, tirocini,...). Tutti i gruppi previsti per la primavera / estate 2020 hanno iniziato a cancellare o a posticipare a data da destinarsi la fase di mobilità dei loro progetti già finanziati ed organizzati. Da metà marzo mi trovo in cassa integrazione e immagino che nessun gruppo di studenti verrà a Malaga fino alla primavera del 2021, ma è tutto molto incerto.

 
Malaga

 

Come immagino un po’ per tutti, quest’anno non vedevo l’ora di tornare in Italia. Vari mesi senza vedere famiglia e amici, accentuati dall’assenza di impegni lavorativi e sociali che di solito ci distraggono, fanno riflettere molto. Seguivo tutti i giorni le notizie sull’evoluzione del Covid in Trentino e gli annunci da parte dell’Ambasciata su quando e come avrebbero riaperto le frontiere. Avevo già prenotato (prima del lockdown) un volo ed una settimana in montagna per metà luglio, e per fortuna sono riuscita a partire senza problemi. Non avendo impegni lavorativi sono riuscita a prolungare la “vacanza” fino a fine agosto, godendomi il Trentino e facendo tutto con un po’ di calma, cosa che risulta sempre difficile per gli emigrati all’estero che hanno pochi giorni all’anno di ferie per tornare a casa dalla propria famiglia. All'inizio l’idea di andare all’aeroporto, su un aereo e usare altri mezzi di trasporto affollati mi preoccupava, per me e per le altre persone con cui sarei entrata in contatto. Alla fine è andato tutto benissimo: ho cercato di passare più tempo possibile all’aria aperta, vedere i miei amici e stare con la mia famiglia. Ho notato che in Trentino la situazione era molto più distesa ma allo stesso tempo sotto controllo che in Spagna, dove la mascherina è obbligatoria anche all’aria aperta già da luglio e ciò nonostante i casi sono molti di più. Spero di poter tornare in Italia per Natale, anche se temo che ci saranno varie restrizioni sui voli e sulla mobilità delle persone in quel periodo. 

Anche se il momento ci sembra buio, sono sicura che lo supereremo. So che questa pandemia ci ha fatto venire nostalgia di casa, della rete della famiglia, degli amici di una vita, della propria lingua, cultura e tradizioni, però continuo a pensare che l’esperienza di vivere all’estero ci trasmetta una forza ed una sensibilità uniche, che spesso hanno la capacità di trasformare noi stessi e chi ci sta intorno. Alla fine ciò che facciamo quando viaggiamo è portare dei pezzetti di Trentino in giro per il mondo...e quando torniamo a casa riportiamo un po’ del Paese dove siamo stati nella nostra comunità.

 

 

Ottobre 2020

 
 
 
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