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Giovedì, 22 Aprile 2021
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Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

ANGELA FERRARI

nata a Londra ma con Breguzzo nel cuore

Angela Ferrari

Angela ci racconta...

Mi chiamo Angela Ferrari e sono nata a Londra; mio padre è di Breguzzo e mia madre è di Carisolo.

Ho conseguito la laurea in Italiano e in Management presso l'Università di Reading che comprendeva un anno di studio Erasmus a Bergamo. In seguito ho conseguito il diploma per l'insegnamento dell’Inglese a studenti stranieri. 

Dopo l'università ho voluto vedere il mondo, così ho viaggiato prima in Sud America, dove ho ritrovato alcuni amici trentini che avevo conosciuto a Trento nel 1998, al Primo Congresso Mondiale della Gioventù Trentina. Poi sono andata in Oriente, in Asia orientale, per sperimentare una cultura completamente diversa. Successivamente sono tornata in America Latina, in Guatemala dove ho prestato un servizio di volontariato presso un orfanatrofio. Un’esperienza molto toccante. Al mio rientro in Europa ho deciso di trasferirmi in Italia per vivere un po' più vicino a casa ed ho insegnato inglese dapprima a Ravenna e poi a Roma per 4 anni.

 

 

Angela e il Trentino

Da bambina ho trascorso ogni estate sulle montagne del Trentino. Tornavamo a visitare il mio nonno e gli zii e giocavamo con i cugini nei campi e sulle rive dei fiumi. La vita era semplice e divertente. Crescendo sentivo che il divertimento veniva meno, mancavano mezzi di trasporto per muoversi in modo semplice e per un adolescente non c’erano svaghi! Ora che ho la mia famiglia, 3 figlie di quasi 9, 7 e 5 anni, voglio offrire loro gli stessi ricordi d'infanzia che ho io. Andiamo in Italia almeno una volta all'anno e passiamo del tempo in montagna (Breguzzo) o al lago (Sirmione). Programmiamo delle attività annuali che le bambine non vedono l'ora di realizzare: il divertimento sul Breg - amano arrampicarsi e farlo in un vero bosco, con attrezzature naturali è fantastico, il lago di Roncone è perfetto per una passeggiata, i tanti parchi giochi da favola, la passeggiata sul fiume da Bondo a Breguzzo. Andiamo sempre in Val di Genova per vedere le Cascate del Nardis e Santo Stefano. A loro piace fare domande su vita e morte delle persone, visto che raramente visitiamo i cimiteri di Londra che sono tutti enormi e molto diversi da quelli del paese. Facciamo sempre un’escursione più impegnativa in montagna. Siamo tutti amanti delle Dolomiti e il fatto di poter camminare in quell’ambiente rappresenta il momento clou della nostra vacanza. E se le bambine sono in buona compagnia non se ne lamentano nemmeno! Un elemento molto speciale delle nostre vacanze è dato anche dal cibo, naturalmente: pizza, cotolette e gelato sono richiesti tutti i giorni, così come l'acqua frizzante. Le bambine seguono da casa, su zoom, lezioni di italiano e spero che riescano ad imparare bene la lingua in modo che riescano a partecipare pienamente alle attività condivise in famiglia quando sono in Italia.

 

 

Il lavoro e la pandemia 

Dopo aver insegnato inglese a Ravenna e a Roma, sono tornata a Londra e ho lavorato per un ente di beneficenza educativo che offriva a giovani studenti laboratori in cui sviluppare le loro capacità ed attitudini imprenditoriali. Ho gestito un team di 8 persone e mi sono occupata di scuole, club giovanili e college in 15 quartieri di Londra. Dopo 6 anni di permanenza a casa come mamma, sono tornata al lavoro lo scorso settembre. Ora sono assistente amministrativa in una scuola elementare locale dove lavoro per tre giorni alla settimana. Questo mi offre il perfetto equilibrio tra vita privata e lavorativa. Sono a casa durante le vacanze e sono fuori durante la settimana. I nonni mi aiutano, accogliendo e seguendo le bambine mentre sono al lavoro. Questo dà loro del tempo da trascorrere insieme.

Siamo stati abbastanza al riparo, per fortuna, dal Coronavirus. A marzo ho mandato a casa da scuola molti bambini che si lamentavano del mal di testa e per la febbre. Ho iniziato a sentirmi un po' strana, ma all'epoca ci stavamo tutti “auto analizzando”, quindi non ero troppo preoccupata. Le scuole hanno chiuso il 20 marzo, una settimana prima del lockdown. Una mattina non mi sono alzata e all'improvviso era già l'una del pomeriggio, così sono saltata giù dal letto perché dovevo andare a scuola. Non era da me, ma non mi sentivo male e il giorno dopo stavo di nuovo bene. Tuttavia, a giugno sono stata selezionata a caso per partecipare a una ricerca e sembra che io abbia gli anticorpi del Coronavirus, quindi sembra che io abbia avuto il virus, anche se in modo molto blando.

Il lockdown per la mia famiglia è andato bene. Mio marito ha potuto lavorare da casa e i miei datori di lavoro erano contenti che io potessi monitorare comunque da casa le e-mail della scuola.

Le nostre figlie ricevevano a casa settimanalmente i compiti ma non avevano l’obbligo di completare tutto. Dato che il tempo era bello, ero contenta quando le bambine erano occupate in giardino e non davanti a uno schermo. La nostra routine quotidiana si suddivideva con un po' di lavoro scolastico, un po' di tempo sul trampolino e sulle altalene in giardino, un po' di lettura o di disegno. Alcuni giorni andavamo a fare una passeggiata nel bosco vicino o un giro in bicicletta. Era perfetto per imparare a pedalare sulle strade, perché erano così silenziose senza traffico. Abbiamo visitato nonni, cugini e zii e ci intrattenevamo lungo il percorso o in giardino. La vita è diventata molto semplice. Le passeggiate e le gite sono state rese più piacevoli, perché le famiglie mettevano arcobaleni o orsacchiotti alle finestre e un vicino di casa creava ogni giorno una scena con orsacchiotti nel giardino davanti alla propria casa!

Era bello vedere la figura dell’orso bruno nelle vesti di costruttore, pescatore o calciatore. Un altro artista locale ha dipinto con lo spray "Rainbow" sulle case, raccogliendo fondi per il servizio sanitario nazionale. Siamo andati a caccia di Rainbow Boy.

Zoom è diventato lo strumento della nostra vita sociale: le bambine seguivano lezioni di ballo, di italiano, di musica attraverso la TV e io organizzavo le serate quiz con gli amici e seguivo le lezioni quotidiane di ginnastica. Ti faceva sentire come se fossi a contatto con le persone pur senza incontrarle. A giugno hanno riaperto le scuole, così sono dovuta tornare al lavoro e le bambine sono potute tornare a studiare in presenza. Questo è stato un salvavita, perché ormai eravamo tutti stufi della stessa routine e della mancanza di una struttura. Loro avevano bisogno di un insegnante e di vedere i loro amici e anch’io avevo bisogno di un po' di pace e tranquillità! Il secondo lockdown è appena finito (4 novembre - 4 dicembre) ma questo è stato molto più facile del primo perché le scuole sono rimaste aperte e sono state cancellate o spostate su zoom solo alcune attività extracurricolari. Quel contatto con gli altri al parco giochi o al lavoro ha reso la vita meno isolata.

Con un vaccino ora disponibile spero che la vita possa tornare alla "normalità", ma non esattamente come prima. Spero che non dimentichiamo di goderci le cose semplici della vita, come le passeggiate e i giri in bici, che facciamo ancora regolarmente.

Noi come famiglia ci siamo persi alcune celebrazioni della vita, l'amore ed i compleanni importanti, quindi spero che non appena saremo in grado, tutta la famiglia possa riunirsi per recuperare questi momenti. Abbiamo dovuto cancellare alcuni viaggi a causa del Coronavirus, quindi non vedo l'ora di prenotarli di nuovo, non appena la situazione sarà sicura.

 

 

Il messaggio alla Community di MondoTrentino

Voglio inviare i migliori auguri a tutti i Trentini del mondo, soprattutto a quelli che ho conosciuto durante i miei viaggi e ai convegni e augurare loro un Natale festoso. Spero che quest'anno si concluda con una nota positiva per tutti noi con la notizia del vaccino anti Coronavirus e spero che tutti possano godersi il tempo con la propria famiglia.

 

 

 

Dicembre 2020

 
 
 
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