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Giovedì, 22 Aprile 2021
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Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

JOSHUA FRONZA

dall'Olanda ci racconta come ha vissuto questi ultimi mesi.... senza dimenticare le sue origini trentine

Un disco di Frank Zappa

Chi sei e dove vivi? Cosa ti lega al Trentino?

Mi chiamo Joshua Fronza, ho 17 anni e vivo ad Arnhem, in Olanda, con mia madre e il mio patrigno. Il mio padre biologico si chiama Stefano Fronza. In giovane età mio padre e mia madre si sono separati e mio padre è tornato nella sua città natale, Trento. Vengo a Trento ogni anno con grande piacere. E’ la mia seconda casa e il luogo dove vive la mia famiglia. 
Anche se sono nato e cresciuto in Olanda, sento il legame con Trento e l'Italia ogni volta che sono là, ora e sempre più. Trento è un bel posto dove stare, la gente è cordiale, si mangia bene e si è circondati da una natura bellissima.

Raccontaci la tua vita in Olanda

In Olanda frequento l’istituto superiore “Nimeto” di Utrecht, dove studio media e comunicazione. Poi vorrei passare a giornalismo. Mi sto divertendo molto in questa scuola. Ho la possibilità di utilizzare attrezzature valide e professionali; il programma scolastico è molto al passo con i tempi. Sono molto impegnato e sto imparando molte cose che sono anche connesse a questo momento storico. Queste sono le cose che mi piacciono maggiormente di questa scuola. 
Lavoro in un ristorante che purtroppo per ora è chiuso a causa del coronavirus, normalmente ci lavorerei tutti i fine settimana. Lavoro in cucina e cucinare è anche allo stesso tempo il mio hobby. Oltre a questo mi piace giocare a calcio, studio musica e mi piace suonare (fare musica) e poi viaggiare è una delle mie passioni preferite.

 
Joshua

 

Come hai vissuto questo periodo di emergenza sanitaria?  

Naturalmente il coronavirus ha fatto la sua comparsa anche nei Paesi Bassi, come in ogni paese e i danni causati dal coronavirus sono enormi. Al momento siamo di nuovo in isolamento e questa volta la chiusura è molto più restrittiva e dura. Nonostante la fastidiosa situazione cerco di trarne il meglio.
All'inizio di ottobre il mio patrigno ha avuto un raffreddore, ha fatto subito il test per il Covid e con sorpresa mia e di mia madre, è risultato che aveva il coronavirus. Ci siamo dovuti tutti mettere immediatamente in quarantena, tagliati fuori dal mondo esterno. Dopo alcuni giorni di quarantena, anche io e mia madre abbiamo iniziato a sviluppare dei sintomi, naturalmente ci siamo fatti fare il test e abbiamo scoperto di avere anche noi il Covid. Quindi è iniziato un periodo infinito con un sacco di tempo a casa. Nei Paesi Bassi è permesso uscire all'aperto solo se è davvero indispensabile, come per esempio, per far uscire il cane: questo è quello che abbiamo fatto ed è stato davvero l'unico momento durante il giorno in cui siamo stati all'aperto. Naturalmente abbiamo dovuto evitare di avvicinarci a qualsiasi posto con persone. 
Per due settimane sono rimasto isolato e dopo un primo periodo difficile, ho dovuto seguire comunque le lezioni di scuola da casa e questo è stato molto impattante. La prima settimana ero in vacanza da scuola, poi la seconda settimana, anche se non stavo ancora bene, ho dovuto comunque seguire le lezioni di scuola. Avendo preso in maniera lieve il virus poi sono stato nuovamente bene quindi ho iniziato a leggere, a fare un sacco di musica, a guardare Netflix e a conversare con i miei genitori. Posso dire di essermi fatto trascinare mentalmente, è stato comunque un periodo difficile e non auguro a nessuno di passare un simile periodo. 
Dopo due settimane di quarantena abbiamo potuto riprendere la nostra vita normale: mia madre, manager di gruppi teatrali, e il mio patrigno, custode di una scuola elementare. Per quanto mi riguarda, per fortuna sono riuscito a ritornare di nuovo a scuola, in parte in presenza e in parte da casa.

Siamo a circa due mesi ora dall'infezione e noto la differenza: non soffro più di nulla e non mi sono più ammalato neanche in questo ultimo periodo. Mi sono reso conto dell'impatto che il coronavirus ha avuto su di me, e come giovane studente, a volte vorrei dimenticare tutto quel periodo.

 

 

Come è cambiata la tua vita dopo la malattia?

Dopo la mia infezione non mi sono comportato diversamente da prima. Certamente evito le feste e i luoghi affollati e mi tengo a distanza da persone sconosciute. Naturalmente a causa di questo periodo di isolamento sto ancora cercando di ritrovare i miei amici, perché ho scoperto quanto amo le cose più preziose che ho e queste sono proprio i miei amici e la mia famiglia.

Mi è piaciuto scrivere per tutti voi e vorrei dire a tutti i trentini: vivete in una parte d'Italia molto bella, e potete esserne davvero molto orgogliosi.

Alla prossima volta!

 

Dicembre 2020

 
 
 
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