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Giovedì, 22 Aprile 2021
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Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

ELENA CORRADI

il fascino di Parigi e i sogni che si avverano....

Elena Corradi

 

Elena e Parigi: raccontaci come è nato questo rapporto speciale...

Ciao MondoTrentino, io sono Elena e vivo a Parigi dal 2004, l’anno in cui il mio progetto di ricerca fu accettato presso l’Università La Sorbonne. Da quel momento tutto è cambiato!

Dopo una prima esperienza Erasmus nella ville lumière era forte il desiderio di tornare. La cultura, la lingua, la storia e poi ancora la grandeur e la raffinatezza del patrimonio storico-architettonico di Parigi mi hanno conquistato fin da subito. Conservo un ricordo molto nitido del momento in cui scelsi Parigi come città di formazione: mi trovavo nel quartiere del Marais e tra antiche sinagoghe e minuscole stradine di pavés mi dissi: “Qui devo tornare!”. Ma non era l’anno Erasmus bensì la gita di terza liceo perciò sí, Parigi era un sogno da realizzare da molto prima.

 
Place de La Sorbonne

Com'è continuato il tuo percorso di vita personale e lavorativa?

Ho sempre amato viaggiare e confrontarmi con gli altri soprattutto se stranieri, ho avuto la fortuna di viaggiare fin da piccola, restando principalmente in Europa. Cosí dopo una laurea in Lingue e Letterature straniere conseguita presso l’Università di Verona, ho proseguito gli studi con un Master e un Dottorato di ricerca in Littérature et Civilisation Françaises. Poco prima della discussione della tesi di dottorato, ho trovato un impiego presso una ditta francese che lavora in ambito automobilistico. L’atmosfera internazionale della mia azienda e gli input del mondo industriale sono stimoli che apprezzo ancora oggi.

Cosa fai attualmente? Hai degli hobby o delle passioni in particolare che ci vuoi raccontare?

La mia grande passione è scrivere, che sia prosa o poesia, appena posso lanciarmi in qualche progetto o concorso, mi butto senza remore. L’ultimo concorso al quale ho partecipato si è svolto in piena pandemia, credo che il momento delicato ed inedito che viviamo oggi sia un terreno molto fertile per la scrittura. La seconda grande mia risorsa sono i viaggi, solitamente concentro qualche settimana per poter visitare i paesi più lontani: Cina, Cuba, India, per citarne alcuni. Il paese che più mi ha colpito finora è il Messico e in modo particolare lo stato del Chiapas che ho potuto vivere a 360 gradi: dal mercato locale di Chiapa de Corzo alle preghiere della popolazione chiapaneca nella chiesa di San Cristobal de las Casas. Non amo tornare due volte nello stesso posto, ma per il Messico farei sicuramente un'eccezione.

Come vivi a Parigi, hai contatti con altri trentini che vivono nelle tue vicinanze?

La società parigina pur essendo molto eterogenea non offre un contatto umano spontaneo come si potrebbe supporre e come avviene di solito in Italia (direi che per il Trentino si possa parlare di una modalità ancora diversa e più sfaccettata), quindi gli amici sono pochi ma buoni. Sono venuta a conoscenza di altri trentini in zona grazie soprattutto all’incontro di Lille nel settembre 2019 organizzato dalla Trentini nel Mondo in collaborazione con l’Ufficio Emigrazione della Provincia autonoma di Trento. Tentiamo di coltivare i nuovi contatti, ma la realtà frenetica della metropoli è di fatto un ostacolo tangibile e la pandemia ha messo tutto un po’ in stand by.

 
Mexico

Cosa ti piace maggiormente della città in cui vivi, ti manca il Trentino?

Quello che più apprezzo di Parigi è la sensazione di vivere nel bello. Questa sensazione nasce in parte dalle peculiarità dei suoi quartieri che riservano ancora delle belle sorprese dopo tanti anni e in parte dal facile accesso al mondo dell’arte e della cultura. Sono molti i posti della città che son diventati luoghi dell’anima, primo fra tutti place Saint-Michel, ma anche i giardini del Luxembourg, il quartiere del Marais, il Sacré Coeur. Poter vivere a lungo nello stesso posto crea una mappa molto personale, dove i luoghi trascendono la loro valenza geografia e sfociano nelle emozioni. Un altro aspetto che amo molto qui a Parigi è la forza di mobilitazione dei francesi: reclamano i loro diritti, scendono in piazza, si fanno sentire. Ricordo di aver assistito ad un flash mob molto coinvolgente, organizzato a Trocadéro nell’occasione del 25 novembre a sostegno della lotta alla violenza sulle donne (link video).

Del Trentino mancano invece i laghi, le montagne, l’aria pulita, le camminate, gli amici d’infanzia, la famiglia di origine e più in generale la semplicità della gente. I ritrovi festosi delle sagre e degli eventi che si organizzano tutto l’anno sul territorio. Ho una grande nostalgia anche del dialetto trentino al quale sono molto legata. Direi che ciò che più manca nel mio quotidiano è la dimensione di comunità e quella possibilità di isolarsi in mezzo alla natura per riposare la mente.  

 
Centro Ortodosso


Come hai vissuto e come stai vivendo l’emergenza legata al Coronavirus?

Male anzi malissimo, per i primi due mesi non ho dormito ed avevo pure ripreso a mangiarmi le unghie. L’ansia maggiore era dovuta alla totale mancanza di visibilità sui possibili spostamenti tra gli stati europei e sulle eventuali chiusure delle frontiere. Sentivo fortemente la preoccupazione per i miei familiari in Trentino ed anche, devo ammetterlo, un senso di colpa diffuso per il fatto di non poter esser lì per loro in un momento tanto drammatico.

Negli ultimi anni Parigi è stata colpita da eventi molto importanti (Charlie Hebdo, Bataclan, gilet gialli, etc...). Che impatto hanno avuto nella tua vita?

Parigi è una città meravigliosa dove vivere, formarsi, arricchirsi. Gli attentati che ha subito nel 2015 in particolare ma anche il gran fermento dei gilets jaunes hanno messo a nudo problematiche importanti della società francese. Il movimento BlackLivesMatter ha contribuito poi a tendere ulteriormente il clima sociale, molte manifestazioni si svolgono ancora oggi contro le nuove clausole della legge “Sicurezza Globale”. Un altro tema che resta al centro della riflessione istituzionale è quello della difesa della laicità, tasto sensibile in una società multietnica e multiculturale. La laicità è di fatto un’eredità importante del passato rivoluzionario francese: fu uno dei pilastri della Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen datata 1789, cui ha fatto seguito la separazione tra Chiesa e Stato tramite la legge del 1905. Vivere nella capitale di una nazione con così tante sfide da affrontare allarga il proprio orizzonte di pensiero del mondo sociale ed economico e fa capire quante sfide ancora l’Europa debba affrontare. Quello della laicità che si dibatte in Francia è palesemente un tema che tocca tutta l’Europa e non solo.

Vuoi lasciare un messaggio alla Community di MondoTrentino?

Alla community di MondoTrentino voglio dire che tutti possono realizzare i propri sogni, l’importante è credere fermamente per primi in quello che si fa e perseverare! Voglio anche dire loro che ogni giorno possiamo fare comunità poiché oggi abbiamo sia gli strumenti che le risorse necessarie per crescere uniti e per portare quella nostra fibra trentina a fare grandi cose “fuori” e farle nostre “dentro”. Più concretamente, penso a tutti quei trentini che fanno parte della rete immaginaria dove l’uno potrebbe essere risorsa preziosa per l’altro. Le radici ben piantate al suolo, si sa, portano i rami molto lontano...

 

 

Gennaio 2021

 
 
 
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