la storia di Sanzio Trentini
Un terremoto di magnitudo 6,3 Richter ha colpito la zona intorno a L'Aquila, capoluogo abruzzese, poco prima delle 3.30 del 6 aprile 2009. Paesi descritti come ammassi di macerie, rasi al suolo.
Purtroppo il terremoto de L’Aquila non è il primo a cui l’Italia deve far fronte. Il Friuli, l’Irpinia, l’Umbria e la tragedia della scuola di San Giuliano sono ricordi ancora vivi nella memoria collettiva del nostro Paese.
Vite spezzate, storie di macerie ma anche di ricostruzione che hanno coinvolto emotivamente e concretamente volontari e istituzioni con il comune intento di dare un futuro alle popolazioni colpite.
Anche nel 1908 la terra ha tremato in Italia. Messina e Reggio Calabria sono state rase al suolo: uno degli eventi più catastrofici del XX secolo. La tragedia fece immediatamente il giro del mondo, scatenando quella che potremmo definire la prima operazione di solidarietà internazionale. I soccorritori giunsero da ogni parte, via nave e via terra. Da tutta Italia partirono volontari: medici, ingegneri, tecnici e operai pronti a fare la loro parte.
Sanzio Trentini era nato a Mezzolombardo nel 1884. Nel 1908 aveva appena conseguito la laurea in veterinaria presso l’Università di Torino. Appena giunta la notizia del tremendo cataclisma che aveva sconvolto Messina e Reggio, Sanzio non esitò a partire per dare il suo contributo in quella terra devastata.
Nel 1913 emigrò in Argentina e si stabilì a Saladillo, città agricola, a 180 km da Buenos Aires, dove lavorò come veterinario del Comune.
I discendenti di Sanzio Trentini vivono ancora in Argentina. La nipote, Veronica, ci ha raccontato questa storia, testimonianza che concetti come solidarietà, responsabilità e altruismo sono da sempre patrimonio genetico della gente trentina.