Logo per la stampa
Vai al portale della Provincia Autonoma di Trento
Mercoledì, 22 Novembre 2017
carattere » Imposta la dimensione del carattere predefinita Imposta la dimensione del carattere grande Imposta la dimensione del carattere molto grande
 
 

Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

IL TRENTINO RICORDA AIDA PASTARINI

Una giovane di origini trentine

Aida Pastarini

In occasione della Giornata della Memoria - che anche in Italia si celebra il 27 gennaio per ricordare la Shoah, lo sterminio degli ebrei per mano dei nazisti - il Comune di Trento, in collaborazione con il Museo Storico del Trentino, ha voluto ricordare la tragica vicenda di Aida Pastarini Cornella.

Aìda Alicia e Titi Laura Pastarini Cornella sono due sorelle discendenti di emigrati trentini in Argentina.
I nonni materni infatti, negli anni Venti partirono da San Lorenzo in Banale per stabilirsi a Maquinista Gallini, una remota località della provincia di Cordoba. Il padre era camionista, la madre sarta, poi casalinga. Aida nasce nel 1952, Titi nel 1958.
Dopo pochi anni la famiglia si trasferisce a Cordoba, dove gradualmente le due ragazze entreranno in contatto con il movimentato clima culturale studentesco della città.
Il 24 marzo 1976 arriva il colpo di stato militare, che segnerà l’inizio di una tragica stagione di repressione e di violenza.
Il risultato del sistema di eliminazione fisica della dissidenza ideato dalla giunta militare fu la scomparsa di più di 30.000 persone, gli ormai tristemente noti desaparecidos.
Anche Aìda e Titi, attiviste impegnate nei movimenti universitari, poco tempo dopo il golpe cadono nella rete della repressione di stato illegale, e, secondo le modalità adottate in quegli anni dalla dittatura, vengono sequestrate nel cuore della notte da uomini non identificati e portate in un centro clandestino di detenzione dove miracolosamente sfuggiranno alle torture. Il giorno successivo verranno rilasciate.
La notte del 18 luglio 1976 i sequestratori tornano, ma questa volta arrestano solo Aìda, della quale purtroppo si perderanno per sempre le tracce.
Il trauma per la perdita mai chiarita di Aìda si abbatte sulla sorella e sulla famiglia intera delle ragazze. Da allora la richiesta di verità e giustizia non ha mai cessato di far sentire la sua voce.

Come dice Titi nel suo libro, “Los perfiles del silencio”, scritto in onore della sorella scomparsa e per testimoniare tutto quello che entrambe hanno dovuto soffrire:
“Faccio appello all’uomo comune,al buon cittadino, a mantenere una condotta attenta, per prevenire il futuro di qualsiasi violazione ai diritti fondamentali delle minoranze.
I responsabili ed i complici del genocidio sono per strada, e il limite all’impunità che li protegge è la memoria”.

La speranza è che questo appello non cada nel vuoto, ma che il valore della memoria venga riconosciuto per la sua imprescindibile funzione di baluardo della difesa di tutti i diritti: del singolo, delle minoranze, di tutti gli uomini in generale.

Si ringrazia Valentina Galasso per il prezioso contributo

 
Il silenzio e la storia di Aida Pastarini
 
 
Mappa del sito | Aiuto | credits | note legali | Intranet | scrivi al gruppo web | Cookie Policy