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Lunedì, 20 Novembre 2017
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Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

LA BANDA SOCIALE DI RONCONE NELLO STATO DI SANTA CATARINA

Trasferta entusiasmante in Brasile

Pubblichiamo la testimonianza della Banda Sociale di Roncone appena rientrata dal Brasile.

"Ecco: la splendida trasferta della Banda Sociale di Roncone è terminata e nonostante la neve dalle nostre parte sia proprio vicina, abbiamo ancora nella mente, negli occhi  e nel cuore il caldo abbraccio, sia climatico che emozionale ricevuto in  Brasile.
Eravamo in ventisette: ventisei bandisti tra cui cinque preziosi aiutanti provenienti da altre bande e il Presidente Luchini.
Partenza da Roncone lunedì 4 ottobre u.s. sotto una pioggia torrenziale, e arrivo  dopo 24 ore, tra voli aerei e pullman, fuso orario compreso, a Nova Trento, bella cittadina di poco più di 10.000 abitanti nello stato di Santa Catarina, nel sud del Brasile.
Qui siamo stati accolti da Rino Montibeller, da poco trapiantato in Brasile per amore, dalla moglie Meri e  dai componenti della banda locale che con il circolo trentino ci hanno offerto il pranzo presso la Cantina Italiana.
La piacevole sorpresa di sentire che tutti, ma proprio tutti dai più anziani ai bambini, parlano il dialetto, anzi parlano il dialetto trentino!
Subito ci siamo sentiti a casa e appena rimpinzati dall’ottimo pranzo a buffet con specialità brasiliane ed italiane abbiamo dato prova delle nostre capacità con un’esibizione della Tirol Band, formazione interna alla nostra banda composta solitamente da 6 suonatori (in Brasile erano in 5) nata per ricordare i bandisti ronconesi emigrati in America agli inizi del 1900 che avevano formato appunto la Tirol Band (scritto in americano) per nostalgia verso la loro banda di origine.
Successivamente, a coppie, siamo stati “prelevati” dalle famiglie che ci avrebbero ospitato nei giorni di permanenza a Nova Trento e condotti alle loro case per rinfrescarci e riposarci dal lungo viaggio.
La nostra permanenza è stata ricca di visite ai posti più caratteristici della zona: immancabile la visita al Santuario di Santa Paolina Visintainer,  prima santa brasiliana e nativa di Vigolo Vattaro, meta di numerosi fedeli provenienti da tutto il Brasile; non sono però mancati i momenti musicali come il grande concerto tenuto al termine della Santa Messa a cui abbiamo partecipato tutti, con insolita attenzione, nella Chiesa di San Vigilio. La conferma del grande successo riscosso l’abbiamo avuta il giorno seguente, come riportato dai titoli del quotidiano locale che guarda caso si chiama “O Trentino” (tradotto dal portoghese “Il Trentino”), che annunciava.”Banda italiana faz um concerto apoteotico….”. La collaborazione con la locale banda Sabbatini è stata determinante. Loro ci hanno permesso l’utilizzo degli strumenti più “ingombranti” da trasportare in aereo e ci hanno deliziato con le note suonate dai ragazzi della banda giovanile. Particolarmente intenso il momento di scambio ufficiale di  magliette, cappellini e ricordi dal Trentino da parte nostra e della consegna ad ognuno di noi di una medaglia ricordo fatta coniare, appositamente per l’occasione, dalla banda Sabbatini. Anche l’incontro con il sindaco/prefetto è stato interessante. Abbiamo assistito ad un filmato che illustrava Nova Trento in tutte le sue caratteristiche e il sindaco ci ha consegnato una lettera, un sacchettino contenente una medaglietta ed un pugno di terra in ricordo di Santa Paolina ed alcuni depliant descrittivi del suo comune. Il tutto da consegnare ai suoi colleghi di Bondo, Breguzzo, Lardaro e Roncone.

 

Venerdì 8 un breve concerto di saluto sul sagrato della chiesa di San Vigilio con l’auspicio di rivedersi presto quando nel 2011 la banda Sabbatini sarà ospite in Trentino per i festeggiamenti del 60° di fondazione della Federazione dei corpi bandistici, poi  partenza per Timbò a circa 100 km da Nova Trento.
Dopo la sistemazione nell’hotel, ospiti della prefectura di Timbò, per i restanti giorni di permanenza in Brasile, abbiamo pranzato presso il ristorante Tapioka gestito da due simpatici fratelli originari della Valsugana.
La sfilata per le vie cittadine fino alla grande area sede della 20° festa dell’immigrante ha dato inizio alle prestazioni musicali della Banda Sociale di Roncone, che si sarebbero protratte per tutti i giorni della festa. La nostra  preoccupazione era tanta dato che eravamo la prima banda italiana che partecipava a questa festa in quanto, date le origini germaniche di numerosi abitanti di Timbò, erano sempre state invitate bande tedesche. Dovevamo fare a tutti i costi una “bella figura” e dimostrare che anche le bande italiane e soprattutto trentine sanno fare della buona musica!
Anche qui è stato di vitale importanza l’incontro con il maestro della banda Prof. Joäo Müller che ci ha fornito gli strumenti necessari. Da un’ iniziale collaborazione  “interessata” è subito nata una sincera simbiosi con tutti i musicisti di Timbò che hanno nel loro repertorio bandistico alcuni pezzi che suoniamo anche noi. Un’ennesima conferma che la musica è veramente una lingua internazionale!
Durante le nostre esibizioni non sono mancati i momenti di fusione con la banda Prof. Joäo Müller: insieme abbiamo suonato Musik Musik, l’inno tedesco e quello italiano suscitando nel folto pubblico applausi ed apprezzamenti.
Durante i nostri momenti di pausa musicale abbiamo visitato anche le comunità trentine di Benedicto Novo e Rio dos Cedro che ci hanno offerto rispettivamente pranzo e cena ed intrattenuto con i canti del Coro del circolo trentino.
La sfilata ufficiale con tutte le associazioni che rappresentano gli immigrati in Brasile provenienti da diversi paesi di tutto il mondo e il concerto finale ha segnato la chiusura della 20° festa dell’immigrante.
Un grazie sentito va a chi ci ha  permesso di vivere questa avventura: la Federazione delle Bande con il suo presidente, le amministrazioni comunali di Bondo, Breguzzo, Lardaro e Roncone con i rispettivi sindaci, la Provincia Autonoma di Trento con il suo Ufficio Emigrazione e la squisita Antonella Giordani, la Regione T.A.A. e in Brasile  Rino Montibeller. Un grazie particolare ai nostri famigliari che ci hanno “sostituito” durante  questi giorni di assenza da casa.
Concludo con la consapevolezza che questo viaggio in Brasile ci ha arricchito sotto molti aspetti. Il Brasile che abbiamo conosciuto non è quello che ci viene proposto da depliant o dalla tv, con le favelas e le grandi feste. Il Brasile che abbiamo vissuto è quello fatto da tanta brava gente molto legata alle proprie origini, italiane o trentine o tedesche o polacche che siano, che custodisce gelosamente nella parlata, nei costumi e nelle tradizioni. È fatto di gente che ha lasciato la propria terra in cerca di nuove e migliori possibilità di vita, arrivando in una terra sconosciuta e inizialmente poco accogliente ma che ha saputo farsi apprezzare lavorando duramente,  riuscendo a formare famiglie, comunità e vere e proprie città.
Forse potremmo, come promesso e come sogneremmo di fare, tornare a trovarli o forse potremmo ospitarli qui da noi.
Di sicuro non dimenticheremo mai  la loro ospitalità e l’affetto che ci hanno dimostrato e lo porteremo sempre nel nostro cuore.

 
 
 
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