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Mercoledì, 22 Novembre 2017
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Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

IL CORO LE FONTANELLE A NEW YORK

Una testimonianza con dedica ad un amico

Il Coro Le Fontanelle di Lavarone ci racconta la trasfera di New York e dedica l'esperienza all'amico scomparso Luciano Da Canal.

Il Coro Le Fontanelle, coro femminile di Lavarone alla soglia del 13° anno di attività è stato a New York per quella che ad oggi rappresenta la trasferta più importante della vita del coro.
Ma perché a New York? L’idea prese forma ad una cena di un anno fa  allorquando il Maestro Claudio con l’amico scomparso Luciano Da Canal pensarono di unire le forze per registrare quella che sarebbe stata una esperienza comune davvero originale. La nota trasmissione televisiva di Luciano, “Girovagando in Trentino” si sarebbe vestita di un nome nuovo per l’occasione; “Girovagando a New York”, questa l’idea. Il nostro coro avrebbe accompagnato lo staff di Luciano in quel viaggio per portare una immagine diversa agli emigrati italiani, quella della “Trentinità – donna” che oggi è certamente diversa dagli anni in cui molti di essi decisero di partire per l’America.  Purtroppo il Signore pochi giorni fa ha chiamato a Se  Luciano e a  noi non rimane che dedicargli questa fantastica esperienza.
Volevamo essere certi di far bella figura e quindi per rinforzare il Coro per l’occasione al nostro gruppo si sono aggiunte alcune coriste del Coro Martinella di Serrada. La collaborazione con il Coro del M° amico Gianni Caracristi non è una novità. Negli ultimi anni infatti in più occasioni le rispettive coriste hanno cantato assieme.
Ci aspettano a New York il Circolo Trentino, l’associazione dei Friulani (FameeFurlan) e l’Associazione ItalianCarithatis. Si parte da Monaco di Baviera. Arriviamo a New York il giorno 28 ottobre e passiamo assieme una splendida serata. Il nostro primo appuntamento è fissato per il giorno seguente. Ci rechiamo nel Queens, quartiere popolare di New York dove negli anni del dopo guerra molti Trentini si sono insediati e tuttora vivono. Passare dalla impressionante Manhattam, dove abbiamo soggiornato per i 5 giorni, ai tranquilli quartieri del Queens è davvero suggestivo. Ci stanno aspettando gli amici dell’Associazione dei Friulani, “FameeFurlan”. Ci accolgono Cindy e suo marito Vice e Presidente dell’associazione, splendidi padroni di casa. Il circolo è davvero accogliente ed il benvenuto che riceviamo va al di la di ogni attesa. Ceniamo assieme e poi finalmente con un pizzico di emozione dedichiamo i canti popolari che abbiamo preparato per l’occasione strappando qualche lacrima e facendo affiorare sui sorrisi  di quella gente i ricordi ormai lontani ma vivi e nitidi delle nostre terre, della nostra cultura, di quei canti... Una splendida sensazione. Non è facile descrivere quel momento ma certamente per noi è stata una occasione unica per poter comunicare cantando un sentimento e vederci restituire intensa pari emozione. Riceviamo una targa ricordo e strappiamo loro la promessa di venirci a trovare in Trentino. Una fotografia che rimarrà ben incollata sull’album dei nostri ricordi più cari.
La notte è lunga a NewYork e la mattina seguente a fatica rispettiamo la tabella di marcia; ma troppe le cose da scoprire e l’appuntamento con gli amici trentini programmato per la domenica è vicino. Alle 14.00 infatti ci aspetta JosephineLeonardelli, Presidente del Circolo Trentini nel mondo di New York. Anche il Circolo Trentini è nel Queens. C’è un’aria fredda a New York quando scendiamo dall’auto molti di noi alzano il bavero del cappotto.Il cielo è terso e le foglie secche cadute sul marciapiede antistante la sede dei Trentini vengono di colpo spazzate via dal vento quasi a farci strada. La prima persona che incontriamo è Joan, segretaria del Circolo, nativa di Priò in Val di Non; con un trascinante modo di esprimersi, metà “noneso” e metà americano ci accoglie con un calore incredibile e ci fa accomodare. Anche la sede dei trentini è molto curata e ricca di quadri, targhe e ricordi.  L’intera casa è di proprietà del Circolo; sono stati davvero bravi i nostri “conterranei” ad acquistarla. Al piano rialzato dove ci troviamo è stata ricavata una grande sala, una cucina e altre piccole stanze che ospitano l’attività del circolo. Al piano superiore ci sono appartamenti che sapientemente la gestione del Circolo affitta e ne trae ottimi profitti. Dopo alcune parole di benvenuto cantiamo. Molti di quei trentini emigrati seguono con le labbra i testi delle canzoni senza cantare forte, quasi per non disturbare, onorando il nostro canto. Le conoscono tutte quelle canzoni e la tentazione di cantare con noi è forte. Finito il concerto ufficiale ne inizia un altro … forse migliore. Il nostro Maestro coinvolge tutti facendo cantare le canzoni del repertorio classico della montagna, della musica popolare e …perché no di quello “da caneva”, che mediamente riesce sempre meglio,….davvero divertente. Abbiamo un altro appuntamento la stessa sera ma in realtà sembra che nessuno di noi voglia alzarsi da quella seggiola…; ma dobbiamo andare. Ci scambiamo qualche indirizzo, qualche telefono e poi via. E’ forte il messaggio che ci hanno lasciato quelle persone. Il coraggio di chi ad un certo punto della vita decise di staccarsi dalla propria terra natale per arrivare in un paese così lontano senza nulla in mano, spesso senza un mestiere lo si legge ancora in quegli occhi scuri della Rosina, la più anziana del gruppo che ci ha offerto la sua favolosa crostata. Non scorderemo quello sguardo e quel sorriso incorniciato dalle pieghe del tempo passato.
Ci trasferiamo al Club ItalianCarithatis dove ci esibiremo in serata. Il Club nacque nei primi anni del ‘900 per aiutare gli emigranti italiani che trovandosi in difficoltà potevano contare su un riferimento e un pasto caldo. Oggi il Club continua ad essere gestito da Italiani ma non si occupa solo degli emigranti Trentini e  aiuta la povera genteservendo oltre 200 pasti ogni giorno ai meno fortunati. La nobiltà dell’attività che svolgono gli amici italiani del Club Carithatis ha un notevolespessore; ne restiamo colpiti. Ceniamo assieme e poi con non poca emozione saliamo sul palcoscenico della sala principale del Circolo. Un imponente dipinto fa da sfondo al Coro che inizia ad esibirsi. Il pubblico “italiano” non è solamente Trentino e quindi scegliamo un repertorio più vasto. Un successo! Al termine il maestro apre il vecchio Pianoforte ai piedi del palco ed intona alcuni classici della musica Italiana. “O sole mio” per finire; tutti cantano ed ancora una volta la musica si conferma il vero unico linguaggio universale al di la del tempo, delle religioni e delle razze.
Il Coro Le Fontanelle a New York. Davvero sembrava una trasferta complicata. Quando però abbiamo cominciato a cantare per quella gente tutto è divenuto più semplice, normale per l’alto valore che può rappresentare la normalità in una Città così frenetica come la Grande Mela. Non è facile portare avanti una formazione femminile per tutti questi anni ma certamente questa esperienza ci fortifica e rinfranca. Grazie alla Federazione dei Cori nella figura del Presidente Franceschinelli che ha presentato la nostra idea all’Assessorato alla Cultura di Trento.Grazie all’Ufficio Emigrazione della Provincia Autonoma di Trento e a tutti coloro che ci hanno sostenuto. Un particolare grazie all’amico Paolo Pedri che ci ha aiutati ed accompagnati nella trasferta. Non perdeteci di vista! Ne varrà la pena.

                                                                                  Ciao Caro Luciano

                                                                                              Coro le Fontanelle di Lavarone

 
 
 
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