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Martedì, 21 Novembre 2017
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Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

RITORNANDO A CASA

I nostri emigrati tornano per la prima volta nei loro paesi in Trentino

Grazie all’intervento della Provincia Autonoma di Trento, che prevede la possibilità di rimborsare le spese di viaggio agli emigrati trentini con più di 60 anni di età e che non abbiano ricevuto un aiuto finanziario dalla Provincia negli ultimi 15 anni, sono rientrati, per la prima volta, dal Brasile, Claudio Battisti, originario di Telve di Sopra, dall’Uruguay, Vigilio Bresciani, originario di Arco e dall’Argentina Bruno Boccher, originario di Olle Valsugana, quest’ultimo rientrato assieme ai fratelli Graziano e Livia.

 
Vigilio Bresciani

 

Il signor Vigilio Bresciani, nato ad Arco il 26 gennaio del 1948, è emigrato in Uruguay all’età di 2 anni assieme alla mamma, Dirce Betta, al papà Gino e ad uno zio materno.
Il padre e lo zio lavorarono presso un podere a Santa Giuliana, una località vicino a Montevideo, inizialmente come dipendenti, dopo come mezzadri. Qualche anno più tardi riuscirono ad acquistare un pezzo di terra.
Nel 1951 nacque una sorella, purtroppo già deceduta qualche anno fa.
Vigilio è insegnante presso un istituto tecnico di Santa Giuliana ma lavora sempre la campagna lasciatagli dal padre.
E’ rientrato in Trentino con la moglie, assieme al gruppo del circolo trentino di Montevideo con i quali ha visitato la sua terra d’origine.
Il 16 settembre 2011 Vigilio è stato accolto ufficialmente anche dalla comunità di Arco, dove ha potuto incontrare alcuni rappresentanti del Comune e delle associazioni locali. Non sono mancati momenti di commozione nel ricordare la partenza della famiglia e l’emozione nel visitare i posti lasciati dai suoi genitori nella speranza di trovare un futuro migliore.

 
I fratelli Boccher

 

I fratelli Bruno, Graziano e Livia Boccher erano partiti nel 1952 da Olle Valsugana, assieme a mamma Lina Dandrea, papà Silvio e altri tre fratelli Maria Angela, Elvira e Fabiano.
Inizialmente la famiglia si stabilì a Ramon (Cile). Ben presto Silvio capì che nemmeno quella terra avrebbe garantito loro un futuro migliore. Lui era un bottaio e non riusciva a trovare lavoro. La situazione si aggravò ulteriormente per la prematura morte della piccola Maria Angela che morì di difterite nel 1954. La famiglia decise quindi di trasferirsi in Argentina dove viveva un cugino paterno, nella cittadina di Venado Tuerto. Le difficoltà erano tante, ma presto papà Silvio trovò lavoro e per loro iniziò una nuova vita.
Livia, insegnante di Italiano e Graziano, rappresentante nel settore farmaceutico, erano già tornati in Trentino parecchi anni fa.
Bruno, invece, gestore di una piccola attività commerciale, non aveva mai rivisto il Trentino.
Il cugino Edoardo che li ha ospitati nel periodo della loro permanenza in Trentino, ci ha raccontato che Bruno non appena arrivato, ha voluto scendere dalla macchina e in piena notte ha percorso a piedi le strade del suo paese natale.
Anche per Livia e Graziano rivedere dopo tantissimi anni il piccolo paese di Olle Valsugana è stata una cosa estremamente commovente, rivedere amici, parenti, vecchi compagni di scuola, riscoprire posti rimasti ancora come allora, ma anche ritrovare un Trentino completamente rinnovato e cambiato.
Il 1 settembre 2011 i fratelli Boccher sono stati salutati ufficialmente dal Sindaco di Borgo Valsugana e da altri componenti della Giunta comunale.

 

 

Claudio Battisti, nato a Borgo Valsugana il 31 maggio del 1946, emigrò in Brasile all’età di due anni assieme alla mamma e a due fratellini, per raggiungere il padre, emigrato l’anno prima. La vita – ci racconta - non è stata semplice specialmente i primi anni. La famiglia in Brasile ha continuato a parlare il dialetto trentino e Claudio si esprime ancora con qualche espressione tipicamente valsuganotta.
In Brasile ha lavorato nel commercio di materiali edili.
E’ rientrato in Trentino, dopo 63 anni, assieme ad un gruppo appartenente al circolo trentino di Piracicaba di San Paolo e ha potuto visitatare diversi luoghi del Trentino. Con lui anche il figlio Adriano.
E’ stato anche accolto dalla comunità di Telve di Sopra, ha visitato il suo piccolo paese e ha potuto rivedere la casa dove era nato, dove i nuovi proprietari gli hanno permesso di visitare l’appartamento in cui viveva, la chiesa dove era stato battezzato.
Della sua famiglia solo Claudio è potuto rientrare e racconta commosso che si pente di aver aspettato cosi tanto tempo.

 
 
 
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