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Sabato, 18 Novembre 2017
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Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

IL "TRENTO FILM FESTIVAL" VOLA IN BRASILE CON L'ALPINISTA ELIO ORLANDI

Sette documentari, appositamente selezionati dall’archivio del festival, presentati in Brasile dal 20 al 27 novembre 2012, con la presenza dell'alpinista trentino Elio Orlandi.

LEGGETE LA TESTIMONIANZA DI ELIO

Eccoci di ritorno dal Brasile che non ti aspetti…

Tutto bene… anzi, ottimo!

E’stato bello rivedere lo stupore che ride negli occhi di bambini e adulti, e risulta tutto così sorprendentemente strano percepire che questo passaggio di emozioni avvenga in ambienti di mare e spiagge atlantiche, di piatte pianure e nel caos di grandi città che, all’apparenza, non hanno nulla a che fare con le tradizioni, la cultura e le attività di montagna.
Evidentemente la gente sente ancora il bisogno di sensazioni sincere e complici di serena semplicità, e forse anche il loro lontano sentore delle origini richiama alla memoria barlumi di curiosa sensibilità, entusiasmandosi per qualsiasi manifestazione che li riporti alla nostalgia del ricordo, o nel vedere ancora qualcosa per loro di insolitamente inusuale, interessante e nuovo.
Direi che in tutte e quattro le tappe la disponibilità, l’accoglienza, la gentilezza, l’ospitalità e l’interscambio di idee e cultura è stata in certi casi toccante, per non dire addirittura commovente nei contatti umani ed in altre manifestazioni di affetto e di stima.

Inizio migliore non poteva che essere Salvador de Bahia; città vivace ed affascinante, dai mille colori ed altrettanti contrasti, influenzata quasi all’ottanta per cento da discendenti di cultura afro-bahiana confusa in una mescola di altre razze e migrazioni provenienti da varie parti del globo.
In questo amalgama di variegate mescolanze, la competenza, l’accortezza e la filosofia positiva di Marco Nicoletti si è destreggiata abilmente nel caos variopinto di bancarelle, autobus, vicoli, macchine, incroci, strettoie, chiese, favelas, piazze, palazzi e spiagge. La sempre presente, bonaria ed attenta compagnia di Marcelo Margon, invece, è stata complemento prezioso di disponibilità ed organizzazione. L’affluenza alla serata non è stata delle più affollate, ma le persone presenti sono rimaste stregate, incantate da quelle inconsuete e straordinarie immagini di montagne ed infinito.

Vitoria, città ordinata ed elegante, ricca di ponti, spiagge, isole e palazzi, è stata la seconda tappa nella quale abbiamo incontrato cordialità, cortesia ed altrettanto calore umano.
Completamente diversa da Salvador, si intuisce chiaramente l’impronta europea con tanta voglia di fare e molta volontà di emergere e quindi di crescere. Questa vocazione alla modernità è incarnata soprattutto dal dinamismo dei discendenti di migrazioni trentine e italiane. Perennemente in competizione nella ricerca al miglior benessere con gli stati limitrofi, anche nel caso culinario si sente viva la simpatica e curiosa contesa della “Moqueca”, tipico piatto a base di pesce ma tra i due luoghi, Vitoria e Salvador, cucinata leggermente differente con le distinte caratteristiche degli aromi, gli odori e dei sapori del posto.
Il garbo e l’amabile disponibilità della famiglia Margon, con Marcelo, Maria, Renato e Roberta, ci ha reso tutto più gradevole e facile. Allestita con un’organizzazione e dedizione impeccabile, la serata presso il Circolo Trentino, è stata molto seguita e fitta di emozioni, con molta partecipazione ed entusiasmo.
L’incontro poi, ed il confronto con una delegazione di arrampicatori dell’entroterra dello stato di Espirito Santo, è stata ulteriore occasione di scambio di idee, conoscenze e ammirazione per le magnifiche immagini delle loro stupende e caratteristiche torri di porfido e granito, dove esercitano con preparazione e bravura la loro grande passione.

 

E il grande viaggio è proseguito, in un certo senso, seguendo il segno della memoria storica, incontrando gente come noi, però cresciuta con ritmi diversi a migliaia di chilometri di distanza, ma con le nostre stesse tradizioni e con una gran voglia di risentire con nostalgia l’antica parlata del dialetto trentino.

Prima sostando a Piracicaba nello stato di Sao Paulo, a poca distanza dalla stessa omonima e caotica megalopoli e situata in una delle zone più prospere del Brasile, poi transitando per la comunità trentina di Santana e quindi giungendo al paesino di Santa Olimpia, il passaggio delle forti emozioni è stato graduale per il notevole contrasto tra le diverse realtà, ma l’incontro con questa gente ci ha dato l’impressione di ritrovarci con sorpresa come a casa nostra.
In pieno clima di festeggiamenti folcloristici, ricorrenze religiose e rimembranze popolari, ci siamo subito sentiti coinvolti e intrigati da quella aperta e spontanea manifestazione di profondo legame con le antiche origini, a quel loro genuino orgoglio di sentirsi ancora sinceramente e tenacemente trentini se pure in terra lontana, rafforzato da un estemporaneo e singolare attaccamento spiccatamente influenzato da radicate tradizioni tirolesi.
Se pure molto impegnato nell’organizzazione di queste rilevanti ricorrenze della memoria, la vivace e simpatica intraprendenza di Eraldo Stenico è stata anche capace di ritagliare spazio e tempo per una curiosa ed insolita proiezione antimeridiana, conclusa poi in una molto apprezzata e originale scorpacciata in una delle tante e famose “churrascarie” saopauliste.

L’ultima trasferta ci porterà due giorni dopo, e di nuovo, sulle rive dell’oceano nella città di Navigantes per poi inoltrarci nelle zone interiori dello stato di Santa Catarina fino a Gaspar, dove ci accoglierà una nutrita ed attiva comunità di trentini e veneti. Breve puntata a Blumenau con occasione di conoscere le tradizioni e la cultura al chiaro profumo di birra di una indubitabile discendenza di emigrati tedeschi per poi tornare a vivere la parte, per noi, forse più emozionante di tutta la nostra esperienza in terra brasiliana: gli incontri con le classi di bambini di due diverse scuole. Difficile trovare le giuste parole per descrivere lo stupore che si vedeva tratteggiato nei loro occhi per tutte quelle immagini mai viste e capaci anche di dare loro emozioni che non avevano mai provato.
Impossibile rimanere insensibili alla meraviglia che si rifletteva dall’intensità dei loro sguardi, tanto che la commozione coinvolgeva pure l’adulta attenzione di maestre ed insegnanti, ma anche l’instancabile iperattività di Lovidio Bertoldi e la dolce disponibilità di Debora Daros.
La serata Dolomiti Unesco, con le altre varie proiezioni in programma, ha avuto luogo nella sala teatro messa a disposizione dal Comune. La folta partecipazione e l’entusiasmo dimostrato dalla comunità presente ci ha riconfermato la certezza del successo di questa iniziativa, pensata e voluta dal Servizio Emigrazione della Provincia in stretta collaborazione con il Film Festival di Trento.

Sul volo che da Florianopolis ci portava di ritorno in Italia, il vortice delle considerazioni riavviava già il suo turbinoso giro, dando inizio ai ricordi di quanto appena vissuto e riponendoli subito nello scrigno prediletto delle esperienze positive ed utili.

Abbiamo avuto la preziosa opportunità di conoscere e confrontarci con persone come noi che hanno le nostre stesse radici, come alla riscoperta di un tempo che non è ancora del tutto perduto ed in luoghi, che se pur lontani e diversi dai nostri, ci hanno dato la possibilità di ritrovare la presenza della cultura e delle tradizione che ci lega tuttora ed indissolubilmente alle nostre stesse origini.

 
 
 
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