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Provincia Autonoma di Trento - Mondotrentino

 
 
 

Cosa ci muove

 

Di seguito sintetizziamo e riproponiamo alcune considerazioni che sottolineano ulteriormente il motivo per il quale abbiamo accolto con entusiasmo la proposta fattaci dalla Provincia e dalle Associazioni.

Questo incontro della gioventù trentina rappresenta un’ulteriore tappa importante per l’emigrazione.

Al Congresso del 1998 sono seguiti anni di impegno e di ringiovanimento delle realtà trentine organizzate di tutto il mondo. E’ molto importante sottolineare questo fatto che è uno degli obiettivi (forse il più importante) delle iniziative in emigrazione che hanno per oggetto noi giovani. Non si tratta di puntare ad una specie di “scuola quadri” tesa a garantire la formazione di nuovi funzionari che giustifichino il perpetuarsi delle associazioni degli emigrati. Si tratta, al contrario, della ulteriore formazione di uomini e di donne che sappiano perpetuare la continuità ombelicale con la terra di origine, guardando al particolare per saper cogliere il generale e che siano soggetto di azioni concrete, là dove ce n’è bisogno, di sviluppo economico e sociale a partire dai conterranei ma per traguardare verso tutti i popoli in difficoltà: “agire localmente e pensare mondialmente”. Noi giovani rappresenteremo allora e naturalmente la continuità rispetto ai nostri padri e nonni e saremo gli animatori della nostra emigrazione organizzata. Gli appuntamenti continentali appena conclusi hanno dimostrato di arrivare al momento giusto per rafforzare quelle basi capaci di dare futuro al mondo migratorio trentino.

Per fare questo è importante che tutti i protagonisti siano consapevoli di ciò: la partita che si sta giocando non riguarda il futuro di una singola realtà o di un singolo Circolo Trentino o Famiglia Trentina, ma dell’intero mondo dell’associazionismo in emigrazione e del mondo stesso dell’emigrazione.

E’ innegabile che l’invecchiamento nelle nostre articolazioni territoriali, il perfetto e naturale inserimento delle nuove generazioni nei nostri Paesi di appartenenza, nonché la difficoltà di trovare formule nuove e moderne per lavorare assieme, abbisognano di risposte concrete sia da parte delle Associazioni sia da parte della Provincia.

Il futuro di noi trentini in emigrazione si può costruire solo se nuove e vecchie generazioni collaborano in tutto il mondo, superando gli steccati derivanti dalle diverse provenienze ed esperienze e facendo leva sulle comuni radici culturali.

Siamo consapevoli ormai che la nostalgia ed il ricordo che guidavano i primi emigrati non sono valori che accompagnano le nuove generazioni. Riteniamo che nuovi valori, nuovi stimoli, nuovi entusiasmi possano sostituirsi a questi: alla nostalgia si può sostituire la curiosità, al ricordo la voglia di confronto e di crescita culturale. A questo proposito diciamo di essere consapevoli che la conoscenza e l’amore per le proprie origini sono elementi indispensabili di crescita e di identità solo se accompagnati dalla consapevolezza che tutte le origini, tutte le identità hanno il medesimo valore. Amare la propria origine significa dunque amare ugualmente l’origine di ogni abitante della terra. A noi emigrati e figli e discendenti di emigrati è data l’opportunità di comprendere questo fatto in maniera maggiormente facilitata rispetto a coloro che non sono stati costretti a spostarsi per il mondo. Questa è però solo apparentemente un’ovvietà. Come ogni cosa della vita ha bisogno di educazione, necessità di consapevolezza che solo deriva dallo studio, dall’acquisizione di sapere e dall’insegnamento.  

Pensare a noi giovani come ad un qualche cosa di staccato, quasi asettico, rispetto alla realtà dell’associazionismo è un errore strategico che potrebbe segnare il futuro del volontariato in emigrazione.

Il lavoro di squadra fra Provincia Autonoma di Trento ed organizzazioni degli emigranti che si è ancora una volta creato durante gli incontri continentali, la condivisione degli obiettivi, l’entusiasmo e l’impegno da parte di noi giovani delegati, saranno garanzia di successo per il raggiungimento dei risultati sperati.

Ascoltando i suggerimenti dei giovani trentini di tutto il mondo ed analizzando l’ottimo lavoro che tutti stiamo svolgendo attraverso i gruppi di discussione attivati in internet per ciascun continente, è stato predisposto il programma che scaturisce quindi come proposta partecipata.

A noi delegati viene chiesto di lavorare principalmente sull’analisi e l’esame delle seguenti linee prioritarie:

-        il rapporto con il Trentino (con la Provincia, con le associazioni di emigrazione, con gli altri soggetti)

-        il rapporto con l’Italia (istituzioni, associazionismo, altri soggetti)

-        il ruolo, l’impegno e la responsabilità che ci sentiamo o meno di assumere in forma attiva quali depositari del futuro dell’emigrazione trentina nel mondo

Da tutto questo deriverà senz’altro un arricchimento personale che è molto importante se lo pensiamo anche alla luce del fatto che tendenzialmente tutti noi saremo “veicoli intelligenti di trasmissione dell’esperienza”. Esso però va visto, ovviamente, non solo in un’ottica personale, ma riflettendo in termini di:

-         “comunità” di residenza, di Paese, Trentina, a livello internazionale;

- “reciprocità”, intendendo con ciò non solo cosa chiedere per ricevere da Trento, ma anche cosa chiedere/ricevere a tutti i giovani trentini della propria zona di residenza, del proprio Paese, a livello internazionale. Chiedere e ricevere non può prescindere da “dare/donare”. L’ottica della reciprocità esige che i soggetti coinvolti siano in una posizione di scambio continuo. Quando diciamo questo non pensiamo a chissà quali cose ma, almeno inizialmente e semplicemente, allo scambio di idee. Alla costruzione di relazioni. Se ci fossero nel mondo relazioni profonde e vere forse avremmo potuto evitare gran parte dei conflitti sanguinosi cui assistiamo quasi quotidianamente.

 
 
 
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