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  PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO  - Servizio Emigrazione e Solidarietà internazionale
  Guida pratica per i trentini all'estero
 







 

Indice Guida



A. Per i discendenti delle persone emigrate
dopo il 16 luglio 1920

 
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Occorre innanzitutto dimostrare che il nonno non si è naturalizzato nel Paese di immigrazione.
Per dimostrare questo, bisogna rivolgersi al competente Ufficio nel quale sono registrati i cittadini stranieri che hanno fatto domanda di naturalizzazione e chiedere un documento dal quale risulti che il nonno non ha mai chiesto la cittadinanza del Paese. In alcuni Paesi (ad esempio in Argentina) viene dichiarato che la persona non è mai stata iscritta negli elenchi degli aventi diritto al voto, il che equivale a dire che non ha mai chiesto la cittadinanza di quel Paese.
Non conosciamo per tutti i Paesi in cui vivono emigrati trentini e loro discendenti dove si trovino e come vengano definiti questi Uffici; generalmente dipendono dal Ministero della Giustizia (in Argentina è la Cámara Nacional Electoral - Buenos Aires ; in Brasile è il Ministerio da Justiça - Departamento de Estrangeiros - Divisão de Nacionalidade e Naturalização - Brasilia).

Solo dopo che è stata accertata questa condizione indispensabile, bisogna riunire i seguenti documenti, che dimostrano la discendenza in linea retta dal nonno emigrato all'estero:

del NONNO:
a) atto di nascita in Trentino;
b) atto di matrimonio (in Trentino, se il matrimonio è avvenuto qui);
c) atto di morte (se deceduto).

del PADRE:
a) atto di nascita ;
b) atto di matrimonio ;
c) atto di morte (se deceduto).

del RICHIEDENTE:
a) atto di nascita ;
b) atto di matrimonio (se coniugato);
c) atti di nascita dei figli (se sono minori).

Tutti i documenti stranieri (sono richiesti atti, non semplici certificati!):
- devono essere in due copie (originale + fotocopia),
- devono essere legalizzati dalla competente Autorità nel Paese di emissione.
- devono essere tradotti in lingua italiana da un traduttore ufficiale. Non occorre la traduzione se i documenti stranieri sono redatti su moduli internazionali in più lingue.

Con tutti questi documenti e munito di documento d'identità, l'interessato deve personalmente rivolgersi al Consolato italiano competente per territorio, se risiede all'estero, oppure all'Ufficio dello Stato civile del Comune di residenza in Italia, dove richiederà il riconoscimento della cittadinanza italiana.

Prima di rivolgersi al Consolato o al Comune è opportuno verificare l'esattezza dei dati riportati nei documenti e soprattutto la precisa corrispondenza tra i dati degli atti di stato civile stranieri e l'atto di nascita dell'ascendente nato in Italia: nome, cognome, data e luogo di nascita, ecc. In molti casi si verifica infatti che i dati originari (soprattutto i nomi e i cognomi) hanno subito, per errore, delle variazioni. Ciò impedirebbe il completamento della pratica. Nel caso si riscontrassero variazioni o errori, si dovrà richiedere la rettifica degli atti presso il competente Ufficio del Paese nel quale gli atti sono stati rilasciati .
Se tutti i documenti richiesti risulteranno regolarmente presentati, gli originali degli stessi saranno inviati dal Consolato al Comune d'origine in Italia, dove saranno trascritti nei Registri dello Stato civile. Evidentemente il riconoscimento della cittadinanza italiana comporterà anche la possibilità di richiedere il passaporto italiano.

[Istruzioni riconoscimento cittadinanza]

 

 

 

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