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Occorre
innanzitutto dimostrare che il nonno non si è
naturalizzato nel Paese di immigrazione.
Per dimostrare questo, bisogna rivolgersi al competente
Ufficio nel quale sono registrati i cittadini stranieri
che hanno fatto domanda di naturalizzazione e chiedere un
documento dal quale risulti che il nonno non ha mai
chiesto la cittadinanza del Paese. In alcuni Paesi (ad
esempio in Argentina) viene dichiarato che la persona non
è mai stata iscritta negli elenchi degli aventi diritto
al voto, il che equivale a dire che non ha mai chiesto la
cittadinanza di quel Paese.
Non conosciamo per tutti i Paesi in cui vivono emigrati
trentini e loro discendenti dove si trovino e come vengano
definiti questi Uffici; generalmente dipendono dal
Ministero della Giustizia (in Argentina è la Cámara
Nacional Electoral - Buenos Aires ; in Brasile è il
Ministerio da Justiça - Departamento de Estrangeiros -
Divisão de Nacionalidade e Naturalização - Brasilia).
Solo dopo che è stata accertata questa condizione
indispensabile, bisogna riunire i seguenti documenti,
che dimostrano la discendenza in linea retta dal nonno
emigrato all'estero:
del NONNO:
a) atto di nascita in Trentino;
b) atto di matrimonio (in Trentino, se il matrimonio è
avvenuto qui);
c) atto di morte (se deceduto).
del PADRE:
a) atto di nascita ;
b) atto di matrimonio ;
c) atto di morte (se deceduto).
del RICHIEDENTE:
a) atto di nascita ;
b) atto di matrimonio (se coniugato);
c) atti di nascita dei figli (se sono minori).
Tutti i documenti stranieri
(sono richiesti atti, non semplici certificati!):
- devono essere in due copie
(originale + fotocopia),
- devono essere legalizzati
dalla competente Autorità nel Paese di emissione.
- devono essere tradotti in lingua
italiana da un traduttore ufficiale. Non occorre la
traduzione se i documenti stranieri sono redatti su moduli
internazionali in più lingue.
Con tutti questi documenti e munito di documento d'identità,
l'interessato deve personalmente rivolgersi al Consolato
italiano competente per territorio, se risiede all'estero,
oppure all'Ufficio dello Stato civile del Comune di
residenza in Italia, dove richiederà il riconoscimento
della cittadinanza italiana.
Prima di rivolgersi al Consolato o al Comune è opportuno
verificare l'esattezza dei dati riportati nei documenti e
soprattutto la precisa corrispondenza tra i dati degli
atti di stato civile stranieri e l'atto di nascita
dell'ascendente nato in Italia: nome, cognome, data e
luogo di nascita, ecc. In molti casi si verifica infatti
che i dati originari (soprattutto i nomi e i cognomi)
hanno subito, per errore, delle variazioni. Ciò
impedirebbe il completamento della pratica. Nel caso si
riscontrassero variazioni o errori, si dovrà richiedere
la rettifica degli atti presso il competente Ufficio del
Paese nel quale gli atti sono stati rilasciati .
Se tutti i documenti richiesti risulteranno regolarmente
presentati, gli originali degli stessi saranno inviati dal
Consolato al Comune d'origine in Italia, dove saranno
trascritti nei Registri dello Stato civile. Evidentemente
il riconoscimento della cittadinanza italiana comporterà
anche la possibilità di richiedere il passaporto
italiano.
[Istruzioni
riconoscimento cittadinanza]
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