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SE IL
CITTADINO STRANIERO DI ORIGINE ITALIANA GIÀ RISIEDE IN
ITALIA, la domanda di
riconoscimento della cittadinanza italiana e la
documentazione richiesta devono essere presentati al
Comune di residenza. Si tenga presente che in tale caso
(ma, evidentemente, ciò vale solo per gli emigrati dopo il
16 luglio 1920 ed i loro discendenti), oltre alla
documentazione precedentemente elencata, deve essere
presentato al Comune anche un certificato del competente
Consolato italiano, attestante che né la persona che
presenta la domanda di riconoscimento né i suoi ascendenti
in linea retta hanno mai rinunciato alla cittadinanza
italiana ai sensi dell'articolo 7 della legge 13 giugno
1912, n. 555.
Essendo presentati
in Italia, i documenti stranieri devono essere legalizzati
anche dal competente Consolato italiano.
Si tenga tuttavia presente che, per gli
atti emessi nei Paesi che, come l’Italia, aderiscono alla
convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 (fra questi:
Argentina, Stati Uniti d’America, Svizzera, Romania), la
legalizzazione da parte del Consolato italiano è
sostituita dall’apposizione della
“APOSTILLE”
da parte dell’autorità straniera.
Il Ministero dell’Interno, con la
circolare n. 28 del 23 dicembre 2002, ha disposto che,
contrariamente a quanto avveniva precedentemente, i Comuni
sono tenuti ad iscrivere nei registri anagrafici (cioè a
riconoscere loro la residenza), previa verifica del
requisito della dimora abituale, i discendenti di
cittadini italiani per nascita, in possesso di un valido
permesso di soggiorno,
a
qualsiasi titolo ottenuto e indipendentemente dalla durata
del permesso stesso.
Facciamo un esempio concreto:
-
un cittadino
straniero di origine italiana desidera
stabilirsi in Italia, ma non ha ancora potuto
presentare o completare, nel Consolato italiano, la
pratica di riconoscimento della cittadinanza italiana.
-
Egli può comunque venire in Italia,
portando con sé tutta la documentazione,
tradotta e legalizzata,
necessaria per il riconoscimento della cittadinanza
italiana.
-
Entro
gli 8 giorni dall’ingresso in Italia,
dovrà richiedere all’Ufficio Stranieri della Questura
(Polizia di Stato) il permesso di soggiorno turistico.
-
Con questo permesso
e con tutta la
documentazione valida per il riconoscimento della
cittadinanza, si rivolgerà poi all’Ufficio
Anagrafe del Comune nel quale intende stabilirsi, dove
chiederà la residenza.
-
Una volta definita positivamente la
pratica di iscrizione anagrafica
(residenza), potrà avviare la pratica di riconoscimento
della cittadinanza italiana innanzi all’Ufficio dello
Stato civile del Comune di residenza.
-
Dopo avere fatto questo, ritornerà
all’Ufficio Stranieri, dove chiederà la trasformazione
del permesso di soggiorno per motivi turistici, nel
permesso di soggiorno con la motivazione “in attesa del
riconoscimento della cittadinanza italiana”.
In Trentino
questo permesso di
soggiorno consente di lavorare.
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